11/12/2007

Siamo di esempio per un bambino

Leggendo questo post  http://zazaza2.myblog.it/archive/2007/12/06/la-mia-esperi...   Ho commentato dicendo:"Correva l'anno....95' e personalmente, ciò che hai detto l'ho provato per anni direttamente su di me, solamente che: "Io ero il bambino".Decine e decine di figure hanno attraversato la mia infanzia, ed è sopratutto anche grazie al loro esempio che ho trovato e scoperto che il " mondo non era solo nero" dandomi modo di conoscere i colori.
Ora quei colori sono sempre più accesi, ed io curioso, di conoscerne sempre nuove tonalità e gradazioni....esse sono infinite......
L'importanza, che tu puoi avere nella vita di un bambino è inimmaginabile d'altro canto probabilmente oggi 11 dicembre ore 10:10 non mi troverei qui a scriverti se non fosse anche per "VOI" Grazie!!!!

10/12/2007

Commento

Che storie leggendo l'annedoto di Paola.....http://mimiblog84.myblog.it/ sono arrivato a 

http://nicoletta.myblog.it/archive/2007/12/01/la-stada-pe... tutto ciò per dire che....

Castaneda mi piace molto devo aver letto qualcosa di suo, sinceramente mi ritrovo parallelamente in tutto ciò che lui dice e tutto il suo approccio alla vita ...ma per mia personale esperienza quel lui chiama "cuore" è "DIO" quando inizi a dargli un nome , donargli un entità le cose "magicamente" da credente o "stranamente " da laico, iniziano  a cambiare , o perlomeno le scelte, le strade che incorono nel continum della propria vita vengono perseguite con maggiore serenità!Razionalizzando perchè se c'è fede appunto, che in qualche modo è speranza sai che le cose non possono piombarti sempre negativamente addosso e se succede è perchè l'evento deve insegnarti  un "qualcosa"...una "virtù "che a quella determinata persona manca e che nella vita è necessaria per un futuro migliore personale e sociale ! é Si un buonissimo DIO formatore....che grazie al suo continuo agire in noi porta ad una continua autoformazione e ad una autentica realizzazione di sè per sè e per gli altri! Ci credo...Diderot stesso ateo diceva :si corre lo stesso rischio a credere tropppo che a credere troppo poco! Io dico il gioco vale la candela 

06/12/2007

Autoformazione

 

Una persona per saper gestire liberamente, con autonomia e responsabilità, le proprie scelte, deve essere educato all'autoformazione. Lo scopo è di guidare il soggetto nella direzione dell’autoapprendimento necessario per sapere orientarsi autonomamente.

Il processo d'autoformazione va coltivato da un esperto, il cui ruolo chiave oltre a quello di tutore è di consigliare allo studente come reperire e usare fonti di apprendimento. La guida allo studio, facilita l'autoformazione, aiuta lo studente a scegliere il percorso di studio corrispondente alle proprie motivazioni, interessi e attitudini, a sviluppare metodologie adatte al proprio stile personale. Il punto focale nella guida allo studio non è la quantità di conoscenze acquisite ma la qualità dell'apprendimento, cioè come lo studente applica la capacità d'apprendere nei confronti delle situazioni che gli si presentano.

Nel complesso si può sostenere che l'autoformazione, comprende tutti quei passi e le soluzioni che vengono prese per sostenere l’apprendimento autonomo di una persona.


1) Viviamo dentro la società dell’apprendimento: affermazione quasi scontata oggi ma che 30 anni fa non era così ovvia. La formazione viene dunque intesa come una sorta di necessità vitale. Ma è effettivamente così oggi – si chiede Demetrio – è così diffusa la formazione lungo tutto l’arco della vita? Esistono ancora degli analfabetismi, delle sacche di resistenza. Questo della società dell’apprendimento è un tema acquisito ma effettivamente ancora non risolto.

2) Vi sono diverse dimensioni della autoformazione: formale, informale e non formale. In termini generali si parla di formazione formale quando si conseguono dei titoli di studio, non formale quando l’apprendimento viene dall’esperienza organizzata (apprendistato, saper fare) e informale quando l’apprendimento viene dall’esperienza di vita quotidiana. Ciò vale per gli individui indipendentemente dalla loro collocazione socio-professionale.